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“se il prodotto è gratuito, il prodotto sei tu”, è così che si dice, giusto? bene, ora sul prodotto c’è anche la tua faccia. e viene scaricata da sei milioni di persone in tutto il mondo.

l’anno breve
sfruttiamo questo 31 dicembre per fermarci un secondo, soltanto un breve momento, a far mente locale e guardarci alle spalle. altrimenti verremo travolti da ciò che ci attende. di nuovo cinici, di nuovo arroganti, di nuovo impreparati.

i mammiferi
la pastorale all’italiana in un passaggio tra generazioni che lascia ben sperare per il futuro. oppure: esegesi del momento esatto in cui un tredicenne ha mangiato in testa a bruno vespa.

gessate
“la maturità è un'amara delusione per la quale non esiste rimedio, a meno che non si dica che la risata è un rimedio per ogni cosa.”
la risposta era una, sempre la stessa: finché saremo stupidi, insieme, saremo salvi.

a riveder le stelle
ci sono sprazzi di bellezza che, a fatica ancora si districano dal cavillo di orrori cui siamo tanto avvezzi.
“…quindi uscimmo a riveder le stelle.”

le conseguenze della vanità
parabola di roberto recordare — metà boomer vanesio, metà spietato criminale capace di ciò che è umanamente inconcepibile

analog
in questo panorama di estatica sospensione, catturati nel paradosso di un’epoca che cambia rapidamente, seppure col freno a mano tirato nell’attesa della prossima grande-novità, ecco che giunge il miracolo inatteso: la nostalgia [comp. del gr. νόστος «ritorno»]. –desiderio acuto di tornare a vivere in un luogo che è stato di soggiorno abituale e che ora è lontano.

new glocal, next door
nextdoor sicuramente può rappresentare uno strumento integrativo alla nostra già generosa cultura comunitaria; con i giusti accorgimenti, per – forse – vivere il prossimo lockdown con un supporto digitale al servizio di un quartiere che può e deve sempre di più tornare a formare il cuore pulsante delle nostre vite.

la comunicazione, ancora una volta, forse
e mentre – ancora una volta – la comunicazione in Italia si è dimostrata la prima delle voci di budget da sacrificare, una riflessione più oculata avrebbe permesso a professionisti, aziende, ma soprattutto istituzioni, di rendersi conto che, forse, la comunicazione era proprio la voce da non cancellare.

reggevano un libro
per trenta giorni gesù parlò agli apostoli. questi, imbeccati da tommaso, dapprima lo scrutarono con stupore, poi iniziarono a deriderlo. e sputarono in volto a cristo, e calciarono il redentore e gridarono: “chi sei tu? come osi! Il nostro signore non tradirebbe il padre.”

la linea orizzontale
lui – sembra una svastica. –
lei – a te questa sembra una svastica? –
effettivamente è una svastica, pensa lui e non riesce a trattenere un sorriso.
lei – mi spieghi che cazzo ridi? –

seguire il formaggio
oggi si usa spesso parlare di “monetizzazione dello sport”. é un fenomeno che in verità ha preso piede oltre trent’anni fa, ma la nostalgia canaglia non ci permette di accettarlo. siamo ancora legati a codini, maglie larghe, colori strampalati, calzoni corti e scarpini trasandati, ma tanto sport era finito già allora.

le isole fantasma
Il 7 settembre 1914 il governatore di parigi sequestra 1200 vetture della compagnia di taxi g-7 per trasportare nella notte 4000 soldati sulla linea di meaux. Il 12 settembre la francia, con un cospicuo aiuto della gran bretagna, vince la battaglia, che lascia sul campo 500.000 morti e riapre il conflitto mondiale.

la patente
nonno sognava di farsi scarrozzare, un giorno, dal suo unico nipote su e giù per le colline toscane, disquisendo delle ultime scoperte sulla termodinamica, sulle particelle elementari o che so io.
che non sarei diventato un ingegnere si era capito quasi subito.

baruch, il peccato veniale
delle orme che gesù lasciò in galilea, cafarnao è un’unghia sottile. mma siccome il piede del cristo è perfetto- come perfetto egli è nella sua interezza- va narrata la vicenda di baruch e del perdono concesso al gigante di cafarnao.

l’inizio e la fine, un tentativo
quando inizia una quarantena?
quando cominci a preoccuparti di quello che succede fuori e ti chiudi dentro? quando vedi le prime mascherine in faccia alla gente? quando il primo sconosciuto cambia lato del marciapiede vedendoti avanzare nella sua direzione? quando te lo dicono? col primo decreto? o col secondo o il terzo? con la paura?
quando finisce una quarantena?

ora la sfida dei brand è la ‘nuova normalità’
Il coronavirus ha portato venti di cambiamento in ogni aspetto delle relazioni umane. ci si è molto concentrati nelle ultime settimane, giustamente, nel valutarne gli effetti sulla vita sociale e lavorativa, tralasciando però a mio giudizio un aspetto importante, il cambiamento che sta coinvolgendo anche il settore della comunicazione.

questa estate non deve fare schifo
e mentre – ancora una volta – la comunicazione in Italia si è dimostrata la prima delle voci di budget da sacrificare, una riflessione più oculata avrebbe permesso a professionisti, aziende, ma soprattutto istituzioni, di rendersi conto che, forse, la comunicazione era proprio la voce da non cancellare.